“Inaugurazione bagnata, riapertura fortunata!”

C’erano centinaia di persone, ieri, all’inaugurazione “riapertura” della storica Pasticceria Sandri in centro a Perugia.

Nonostante l’acqua che veniva giù come non aveva più fatto da settimane, nonostante il freddo, nonostante i tendoni provvisori messi per l’occasione (però con rigoroso “red carpet” per l’arrivo dei clienti), nonostante il posto non sia certo rinomato per gli ampi spazi interni, c’erano tutti, proprio tutti, a celebrare questa importante evento.

Centinaia di persone in fila sotto l'acqua per questa importante occasione.
Centinaia di persone in fila sotto l’acqua per questa importante occasione.

Perché la riapertura di Sandri, come è stato detto in conferenza stampa: “rappresenta la salvaguardia di un bene culturale, non tanto per gli affreschi racchiusi al suo interno o per i suoi banconi ancora più antichi, ma perché da sempre è una istituzione della città.”

Così corso Vannucci ieri si è vestito a festa, ha indossato qualcosa di rosso (come il colore delle giacche dei camerieri, che con fatica si aggiravano con i loro vassoi di leccornie in mano, in mezzo alla folla accalcata) e con un sottofondo di musica dal vivo, ha celebrato il ritorno alla luce di questo magnifico gioiello.

La folla all'interno del bar e i camerieri in giacca rossa
La folla all’interno del bar e i camerieri in giacca rossa

 

A prendere in mano le redini della Pasticceria, insieme alla storica titolare Carla Schucani, il giovane imprenditore Francesco Ferretti, proprietario dell’omonimo caseificio, che ha promesso di mantenere la qualità che da sempre ha contraddistinto questo luogo, frequentato da personaggi di prestigio fin da lontano 1860.

E allora complimenti! Non resta che dire: In bocca al lupo!

 

 

 

La cultura “si mangia”!

Il Palco di Eataly Smeraldo
Eataly vista dai ristoranti interni. La struttura dell’ex teatro lascia il visitatore affascinato dalla bellezza del luogo.

Lo scorso 18 Marzo, a Milano, ha inaugurato una nuova sede di Eataly, l’ormai famosa catena alimentare di punti vendita,  specializzati in generi alimentari di altissima qualità, ideata e creata da Oscar Farinetti. Il nome di questa nuova “creatura” è Smeraldo, poiché il luogo in cui il supermercato di lusso ha trovato posto, è proprio l’ex Teatro Smeraldo.

Sul palco, il pianoforte, a rievocare un passato che rimane anche se il teatro non c'è più
Sul palco, il pianoforte, a rievocare un passato che rimane anche se il teatro non c’è più

Come già accaduto a Firenze, dove il nuovo punto vendita ha sostituito la storica libreria Martelli, assistiamo ad una progressiva chiusura dei luoghi di cultura per far posto a quelli in cui si mangia.

Ma non dobbiamo dimenticare che il cibo stesso è cultura, e che anzi, proprio Eataly ci aiuta a ritrovare quelle radici enogastronomiche, quel contatto coi piccoli e grandi produttori di generi alimentari, che negli ultimi anni erano andati persi.

C’è ancora troppa poca attenzione per ciò che mangiamo, troppa poca educazione alimentare, pochissima abitudine a leggere le etichette e capire di cosa sono composti i cibi che inseriamo nel nostro organismo. La crisi non aiuta, è vero. Troppo spesso un prodotto “in offerta” è molto più allettante di un altro a prezzo pieno. E chi se ne frega di cosa contiene, l’importante è risparmiare!

Invece dovremmo cominciare – o continuare a farlo, per chi già sia abituato – a fare più attenzione a ciò che mettiamo nei nostri piatti, e in quelli dei nostri figli. Capire che quei pochi euro che spendiamo in più, ripagano il lavoro di un produttore serio che cerca di immettere nel mercato materie prime incontaminate, invece che riempire bottiglie e barattoli di schifezze a basso prezzo (e alta dannosità per il nostro l’organismo!).

Quindi un “Grazie” ad Eataly e ad Oscar Farinetti per ciò che ha fatto e sta facendo per il nostro bellissimo Paese!

“Nomen Omen”: Un nome, un destino.

Se è vero che un nome può racchiudere un Destino, il mio lo ha fatto di certo.

Mi chiamo Alessia Gironi, e mai cognome fu più azzeccato! Da quando sono nata, infatti, non ho fatto che viaggiare. E per questo devo ringraziare i miei genitori, che mi hanno voluto far esplorare il mondo fin da quando vi ho mosso i primi passi. Poi, una volta raggiunta l’età dell’indipendenza, ho fatto di quella che era diventata una vera e grande passione, un lavoro. Ho girato in largo e in lungo Italia, Europa, Stati Uniti e purtroppo mi mancano all’appello ancora tanti Paesi, ma la mia valigia è sempre pronta, il mio Passaporto sempre valido, le mie gambe sempre allenate per esplorare le vie del mondo!

E dopo che hai camminato tanto, cosa succede? Che ti viene fame!

E allora cosa fai? Cerchi un bel ristorantino dove sederti, far riposare le gambe, prendere in mano un buon Menù e iniziare un altro dei viaggi che preferisco: quello enogastronomico.

La nostra bella Italia è perfetta per questo! E anche se solo noi abbiamo “I sette vizi capitali” , tra cui la Gola, che è considerata Peccato, e che quindi andrebbe tenuta a bada, il mio cognome mi riporta comunque al mio destino, che a quanto pare è all’Inferno. Ma se devo finirci per colpa di una bella bistecca alla Fiorentina e di un buon bicchiere di vino rosso, ben venga!

Se avete voglia di finirci anche voi, non dovete far altro che seguirmi! Sarò il vostro Caronte.. per traghettarvi nel fiume infinito di sapori che la nostra Italia (e non solo) ci regala.