Riccardo Prisciantelli è una delle persone più deliziose che abbia conosciuto in tutta la mia vita. Quando l’ho visto la prima volta mi sembrava di conoscerlo già, poi ho capito perché: la sua straordinaria somiglianza  ad Angelo Infanti, il famoso “seduttore”, nel film  “Bianco, rosso e Verdone”, che insegue ovunque Magda, la moglie di Furio (interpretato da Carlo Verdone). Ma Riccardo non ha niente a che vedere con questo personaggio, seppur gli somigli molto, e basta parlare con lui cinque minuti per aver voglia di ascoltare tutta la sua storia ed essere contagiati dal suo ottimismo, la sua generosità, il suo modo di approcciare la vita.

Riccardo è un visionario, un creativo, una di quelle persone dagli occhi sempre accesi, vivi, curiosi e la mente sempre pronta a partorire nuove idee. Per lavoro rappresenta la  divisione italiana di Palacio de Oriente, una delle aziende più antiche di Spagna (nata nel 1873) che produce tonno bianco, pregiatissimo, nella costa atlantica della Galizia.

tonno Palacio de oriente
Il tonno bianco di “Palacio de Oriente”

Proprio questa sua passione per la Spagna, dove viaggia da più di 25 anni, lo ha spinto a pensare di portarne un po’ anche in Italia.

E’ così che nasce PINCHOS, il suo primo locale di street food, proprio al centro di Verona.

PINCHOS, interno del locale a Verona.
PINCHOS, interno del locale a Verona.

Ma non si pensi all’ennesimo “finto” locale spagnolo, come ce ne sono già tanti. Qui tutto proviene dalla Spagna: il prosciutto (rigorosamente Pata Negra), i vini, i prodotti sullo scaffale, e addirittura l’acqua minerale e le vetrine dove sono esposti i pinchos.

Il nome, diffuso nel centro-nord della Spagna, identifica uno stuzzichino che accompagna l’aperitivo ed è accumunabile alle più famose tapas, ma rappresenta un pasto ben più sostanzioso. E’ una fetta di pane, con sopra uno o più ingredienti (i più comuni prosciutto, polpette, pesce, peperoni) e il termine deriva dal fatto che tradizionalmente era tenuto insieme da uno stuzzicadenti. I pinchos si gustano in genere come aperitivo, accompagnati con un bicchiere di vino rosso o birra. Sono esposti lungo tutto il banco del bar, in modo che ogni cliente possa prendere ciò che vuole.

Alcuni pinchos
Alcuni pinchos
Pinchos fatti alla maniera spagnola con gli stuzzicadenti.
Pinchos fatti alla maniera spagnola con gli stuzzicadenti.

 

E’ esattamente in questo modo che è stato impostato il locale di Verona, sempre aperto dalle 11 di mattina fino alle 23, in modo che chiunque abbia voglia di uno spuntino possa farlo approfittando di qualcosa di diverso dal solito panino al bar.

patanegra
Pata Negra e ottima birra.
Pane. burro e acciughe: una delizia!
Pane. burro e acciughe: una delizia!

E poi è l’ospitalità il punto forte di PINCHOS. La musica sempre accesa, il sorriso dei cuochi, che lavorano direttamente davanti al cliente, il locale accogliente ed i modi gentili di chi vi lavora.

La sera il locale si anima fino ad essere talmente gremito che la gente deve stare fuori, per strada, dove tra una chiacchiera e l’altra, accenna qualche passo di danza e si gusta un chupito, come nella più classica delle tradizioni spagnole.

Chupito con hierbas
Chupito con hierbas

Il liquore, Hierbas, offerto gentilmente dalla casa a fine pasto, anch’esso arrivato direttamente dalla Spagna (prodotto nelle montagne sopra Bilbao), si butta giù al motto di “Arriba, abajo, al centro, todo dentro!”.

E la serata finisce con una splendida sensazione di felicità!

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Un pensiero su “PINCHOS: un pò di Spagna…a Verona!

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