Romeo e Giulietta avrebbero voluto soggiornare qui!

A pochi chilometri da Verona, c’è una grande casa di campagna, dove vive una bella famiglia, composta da papà, mamma e due figlie. Attorno a questa casa sorgono vigneti, uliveti e alberi da frutto.

No, non è una favola, e anche se il mio articolo avrebbe potuto cominciare con “C’era una volta..” questa è la vera storia della famiglia Capurso, che ha trasformato in un bellissimo agriturismo la casa dove viveva quando le figlie erano ancora piccole.

Agriturismo Corte Moranda

Ma Selene e Camilla sono ormai cresciute, hanno a loro volta delle famiglie, e adesso gestiscono l’Agriturismo Corte Moranda, insieme alla madre e al padre. Entrambe si occupano dell’accoglienza dei clienti ed hanno curato nei minimi particolari le decorazioni delle 7 camere e delle sale comuni. Camilla è specializzata nella preparazione dei dolci per la colazione, che sono davvero fantastici e ti farebbero venir voglia di non ripartire più!

I dolci di Camilla

I dolci di Camilla

Non appena si arriva all’agriturismo veniamo accolti da un calore familiare, proprio come se fossimo a casa. L’ambiente è caldo, raffinato, curato nei minimi dettagli. Le stanze sono grandi ed accoglienti, e ci si sente avvolti da un’aria romantica. Sono davvero convinta che se Romeo e Giulietta fossero vissuti ai giorni nostri, avrebbero scelto di vivere qui, e chissà, magari la loro storia avrebbe avuto un lieto fine…

Le camere

Le camere

Ogni camera ha il nome di un vitigno, proprio perché la tradizione di questa famiglia nasce dal vino.

L’azienda agricola nasce ufficialmente nel 1890 e si estende su circa 16 ettari di terreno in cui predomina il vigneto coltivato a Guyot con i principali vitigni dei grandi vini rossi veronesi, quali primo tra tutti l’Amarone DOCG, il Valpolicella DOC e il Recioto le cui uve, dopo la vendemmia fatta rigorosamente a mano, vengono messe a riposo nel grande fruttaio dove portano a termine la fermentazione degli zuccheri. 

Contribuiscono alla bellezza dell’azienda anche piante di ulivo, alberi di ciliegie, di albicocche, di prugne, di noci, di mandorle, di noccioline e piante di limoni.

I vitigni di Corte Moranda

Consiglio vivamente a chiunque voglia visitare la città di Verona (ed in particolare a chi ogni anno partecipa al Vinitaly) di soggiornare in questo agriturismo, dove troverete gentilezza, professionalità, calore e tanta simpatia. A soli 15 minuti dal centro città!

PINCHOS: un pò di Spagna…a Verona!

Riccardo Prisciantelli è una delle persone più deliziose che abbia conosciuto in tutta la mia vita. Quando l’ho visto la prima volta mi sembrava di conoscerlo già, poi ho capito perché: la sua straordinaria somiglianza  ad Angelo Infanti, il famoso “seduttore”, nel film  “Bianco, rosso e Verdone”, che insegue ovunque Magda, la moglie di Furio (interpretato da Carlo Verdone). Ma Riccardo non ha niente a che vedere con questo personaggio, seppur gli somigli molto, e basta parlare con lui cinque minuti per aver voglia di ascoltare tutta la sua storia ed essere contagiati dal suo ottimismo, la sua generosità, il suo modo di approcciare la vita.

Riccardo è un visionario, un creativo, una di quelle persone dagli occhi sempre accesi, vivi, curiosi e la mente sempre pronta a partorire nuove idee. Per lavoro rappresenta la  divisione italiana di Palacio de Oriente, una delle aziende più antiche di Spagna (nata nel 1873) che produce tonno bianco, pregiatissimo, nella costa atlantica della Galizia.

tonno Palacio de oriente
Il tonno bianco di “Palacio de Oriente”

Proprio questa sua passione per la Spagna, dove viaggia da più di 25 anni, lo ha spinto a pensare di portarne un po’ anche in Italia.

E’ così che nasce PINCHOS, il suo primo locale di street food, proprio al centro di Verona.

PINCHOS, interno del locale a Verona.
PINCHOS, interno del locale a Verona.

Ma non si pensi all’ennesimo “finto” locale spagnolo, come ce ne sono già tanti. Qui tutto proviene dalla Spagna: il prosciutto (rigorosamente Pata Negra), i vini, i prodotti sullo scaffale, e addirittura l’acqua minerale e le vetrine dove sono esposti i pinchos.

Il nome, diffuso nel centro-nord della Spagna, identifica uno stuzzichino che accompagna l’aperitivo ed è accumunabile alle più famose tapas, ma rappresenta un pasto ben più sostanzioso. E’ una fetta di pane, con sopra uno o più ingredienti (i più comuni prosciutto, polpette, pesce, peperoni) e il termine deriva dal fatto che tradizionalmente era tenuto insieme da uno stuzzicadenti. I pinchos si gustano in genere come aperitivo, accompagnati con un bicchiere di vino rosso o birra. Sono esposti lungo tutto il banco del bar, in modo che ogni cliente possa prendere ciò che vuole.

Alcuni pinchos
Alcuni pinchos
Pinchos fatti alla maniera spagnola con gli stuzzicadenti.
Pinchos fatti alla maniera spagnola con gli stuzzicadenti.

 

E’ esattamente in questo modo che è stato impostato il locale di Verona, sempre aperto dalle 11 di mattina fino alle 23, in modo che chiunque abbia voglia di uno spuntino possa farlo approfittando di qualcosa di diverso dal solito panino al bar.

patanegra
Pata Negra e ottima birra.
Pane. burro e acciughe: una delizia!
Pane. burro e acciughe: una delizia!

E poi è l’ospitalità il punto forte di PINCHOS. La musica sempre accesa, il sorriso dei cuochi, che lavorano direttamente davanti al cliente, il locale accogliente ed i modi gentili di chi vi lavora.

La sera il locale si anima fino ad essere talmente gremito che la gente deve stare fuori, per strada, dove tra una chiacchiera e l’altra, accenna qualche passo di danza e si gusta un chupito, come nella più classica delle tradizioni spagnole.

Chupito con hierbas
Chupito con hierbas

Il liquore, Hierbas, offerto gentilmente dalla casa a fine pasto, anch’esso arrivato direttamente dalla Spagna (prodotto nelle montagne sopra Bilbao), si butta giù al motto di “Arriba, abajo, al centro, todo dentro!”.

E la serata finisce con una splendida sensazione di felicità!

“Nomen Omen”: Un nome, un destino.

Se è vero che un nome può racchiudere un Destino, il mio lo ha fatto di certo.

Mi chiamo Alessia Gironi, e mai cognome fu più azzeccato! Da quando sono nata, infatti, non ho fatto che viaggiare. E per questo devo ringraziare i miei genitori, che mi hanno voluto far esplorare il mondo fin da quando vi ho mosso i primi passi. Poi, una volta raggiunta l’età dell’indipendenza, ho fatto di quella che era diventata una vera e grande passione, un lavoro. Ho girato in largo e in lungo Italia, Europa, Stati Uniti e purtroppo mi mancano all’appello ancora tanti Paesi, ma la mia valigia è sempre pronta, il mio Passaporto sempre valido, le mie gambe sempre allenate per esplorare le vie del mondo!

E dopo che hai camminato tanto, cosa succede? Che ti viene fame!

E allora cosa fai? Cerchi un bel ristorantino dove sederti, far riposare le gambe, prendere in mano un buon Menù e iniziare un altro dei viaggi che preferisco: quello enogastronomico.

La nostra bella Italia è perfetta per questo! E anche se solo noi abbiamo “I sette vizi capitali” , tra cui la Gola, che è considerata Peccato, e che quindi andrebbe tenuta a bada, il mio cognome mi riporta comunque al mio destino, che a quanto pare è all’Inferno. Ma se devo finirci per colpa di una bella bistecca alla Fiorentina e di un buon bicchiere di vino rosso, ben venga!

Se avete voglia di finirci anche voi, non dovete far altro che seguirmi! Sarò il vostro Caronte.. per traghettarvi nel fiume infinito di sapori che la nostra Italia (e non solo) ci regala.