Vinitaly 2014: se non assaggi, che Gusto c’è?

Partecipare al Vinitaly è sempre un’esperienza unica – è proprio il caso di dire – “in tutti i sensi”, ma ancor meglio “per tutti i sensi”: per il gusto e l’olfatto in particolare, ma – perché no? – anche per la vista.

Dove possiamo ritrovare, infatti, milioni di cantine vinicole, tutte insieme sotto lo stesso tetto, che ci deliziano per quattro giorni con i colori, i profumi e i sapori dei loro prodotti? Bianchi, rossi, rosé, bollicine; vini che hanno fatto storia e altri che emettono i loro primi vagiti proprio qui, in questa occasione. Un profluvio di odori, di gusti, di sfumature di ogni tipo.

Le gambe non reggono ai tanti chilometri da fare in giro per i padiglioni, stand dopo stand, e la testa neanche. Impossibile assaggiare tutto senza uscire barcollando, senza trovare qualche difficoltà persino a centrare la porta di uscita. Ma con una buona selezione alla partenza e qualcosa nello stomaco, si può approfittare di questa occasione speciale per assaggiare quanto di più sublime la nostra terra ci permette di produrre.

La Toscana è la mia regione, è dove sono nata, è “casa”. Non posso quindi non spezzare una lancia a favore dei meravigliosi vini che produce: Brunello, Chianti, Morellino, Vinsanto. Nomi quali Antinori, Frescobaldi, Volpaia, Banfi, Fonterutoli, sono per me così familiari che arrivare ai loro stand è stato un po’ come bussare a casa di amici. Ho assaggiato un ever green quale il Brunello di Montalcino, ma anche un nuovo nato come “La Pettegola” di Banfi (Vermentino) che è stata un’assoluta sorpresa.

Il Vermentino di Banfi, nato un anno fa, "La Pettegola".
Il Vermentino di Banfi, nato un anno fa, “La Pettegola”.

Ho camminato poi attraverso la Puglia (fantastico il passito di Gianfranco Fino “Es più sole”) e la Campania, per salire verso Veneto, Piemonte, Trentino. Elencare le eccellenze di ognuna di queste regioni richiederebbe un blog intero, mi limito solo a dire che ogni volta era una delizia per il palato e – perché no? – per il cuore.

Perché bere bene, come mangiar bene, è un atto d’amore. E quindi il vino, quello buono, così come il cibo, è una carezza per l’anima.

Ma al Vinitaly non c’è solo il vino. Al Sol, Salone Internazionale dell’Olio d’oliva Extravergine, erano presenti anche tutte le eccellenze del settore Agroalimentare.

In particolare Cufrol, l’azienda umbra con sede a Spoleto, che è stata selezionata per il secondo anno consecutivo come sponsor di Masterchef, proprio per l’alta qualità dei suoi prodotti. Non a caso uno chef del livello di Bruno Barbieri, ha selezionato insieme all’azienda tre oli per la linea Terre Francescane, “mettendoci la faccia”, in tutti i sensi, poiché sulle bottiglie c’è la sua foto e la sua firma.

La linea Terre Francescane di Cufrol, firmata dallo chef Bruno Barbieri.
La linea Terre Francescane di Cufrol, firmata dallo chef Bruno Barbieri.

Allo stand di Cufrol, che oltre a Terre Francescane produce la linea Gradassi (dal nome della famiglia che possiede il Frantoio dal 1639) e che viene distribuita nella gran parte dei ristoranti stellati italiani, si sono susseguiti, oltre a Bruno Barbieri, testimonial d’eccezione come i due partecipanti di Masterchef, Almo Bibolotti, finalista, arrivato secondo, e Salvatore Russo, classificato quarto.

I partecipanti di Masterchef Almo Bibolotti, finalista, e Salvatore Russo.
I partecipanti di Masterchef Almo Bibolotti, finalista, e Salvatore Russo.
Bruno Barbieri, Andrea Gradassi (Direttore Commerciale di Cufrol) e la moglie Alessia.
Bruno Barbieri, Andrea Gradassi (Direttore Commerciale di Cufrol) e la moglie Alessia.

 

Tra vino, olio e la buona compagnia di tanti amici, non posso non confermare che il Vinitaly è un’esperienza da fare!

Cum grano salis, naturalmente, come per tutte le cose..perché vedere gente appoggiata al muro, alle undici di mattina perché ha già fatto il giro di tutte le cantine e non si regge in piedi, non è una bella cosa. Soprattutto perché non rende il senso di una manifestazione fatta, si, per bere, ma per farlo bene e con tutto il Gusto possibile.

 

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“A cena con Amici”: quando il critico è dalla parte del criticato.

“La Locanda del Capitano”, piccolo gioiello incastonato tra le mura di Montone – grazioso borgo medievale in provincia di Perugia – per l’occasione ha registrato il sold out. L’evento:  “A cena con amici”, organizzato dallo Chef Giancarlo Polito, lo scorso sabato 29 Marzo, in collaborazione con due “aiutanti” d’eccezione: il giornalista esperto di enogastronomia, Davide Di Corato e il temutissimo ex direttore della Guida Michelin, Fausto Arrighi. A far incontrare questa simpatica brigata, in tempi non sospetti, fungendo da trait d’union tra il mondo della ristorazione e chi ne scrive, il produttore di olio extravergine d’oliva, Andrea Gradassi, i cui oli hanno “condito” i piatti e la serata.

Lo chef Giancarlo Polito, Andrea Gradassi, Davide Di Corato,  Sara Polidori, Fausto Arrighi.
Lo chef Giancarlo Polito, Andrea Gradassi, Davide Di Corato, Sara Polidori, Fausto Arrighi.

In sala, a presentare la cena e ad accompagnarla con i suoi preziosi consigli, il sommelier Alessandro Scorsone, noto volto del TG5 per la rubrica “Gusto”, nonché attuale Direttore della Casa Presidenziale per il neo presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Il sommelier Alessandro Scorsone, lo chef Giancarlo Polito e Andrea Gradassi.
Il sommelier Alessandro Scorsone, lo chef Giancarlo Polito e Andrea Gradassi.

La cena si è svolta in quattro portate principali, ognuna preparata da uno “chef”.

L’antipasto e il dolce sono toccati al padrone di casa, Giancarlo Polito, che ha proposto, per iniziare, “Il mio acquario”: un piatto di crudo servito su una lastra quadrata di cristallo. Oltre che per gli occhi è stato un piacere per tutti i sensi: il profumo e il sapore del mare infatti sembravano riportarci direttamente sul bagnasciuga. Come secondo antipasto, “Crema di patate di Pietralunga con astice cotto a bassa temperatura al nero croccante”. Ad accompagnarli, un bicchiere di bollicine super pregiate: Champagne Rosé Premiere Cuvée Bruno Paillard.

La crema di patate di Pietralunga con astice cotto a bassa temperatura al nero croccante
La crema di patate di Pietralunga con astice cotto a bassa temperatura al nero croccante
Il mio Acquario
Il mio Acquario

 

 

 

 

 

 

 

 

A seguire, il primo piatto presentato da Fausto Arrighi, che ha dimostrato di aver messo a frutto anni di esperienza in giro per ristoranti, cucinando “Il tortello di robiola al Bianchetto di stagione”: il mix di pasta fatta a mano, formaggio e tartufo, ha deliziato il palato, riportando i commensali a sapori antichi, casalinghi, quasi materni.

Subito dopo, “Pancia di chianina Allevamento Etrusco, cotta a bassa temperatura, alla nota di Torbato”: un pezzo “povero” di carne che si è rivelato però ricco di sapore, cucinato dal giornalista Davide Di Corato.

Questi due piatti sono stati serviti insieme ad uno Champagne Brut Bruno Paillard 2004.

Per finire, la dolcezza del “Cioccolato bianco di Valrhona con polvere di liquirizia, foglioline di menta e fichi secchi”: una coppetta di crema gustosissima (di cui in molti hanno fatto volentieri il bis) innaffiata di Champagne Premiére Cuvée Bruno Paillard.

Per chiudere in bellezza, Sara Polidori, Campionessa mondiale bacardi, ha realizzato in esclusiva per noi, datandone la nascita in questa occasione, il cocktail “Vivaldi”: un mix di freschezza, dolcezza e profumi floreali, che meglio non poteva inaugurare l’inizio della Primavera.

Una serata piacevole, divertente, istruttiva, ma soprattutto all’insegna della compagnia, di vecchi e nuovi Amici.

“Inaugurazione bagnata, riapertura fortunata!”

C’erano centinaia di persone, ieri, all’inaugurazione “riapertura” della storica Pasticceria Sandri in centro a Perugia.

Nonostante l’acqua che veniva giù come non aveva più fatto da settimane, nonostante il freddo, nonostante i tendoni provvisori messi per l’occasione (però con rigoroso “red carpet” per l’arrivo dei clienti), nonostante il posto non sia certo rinomato per gli ampi spazi interni, c’erano tutti, proprio tutti, a celebrare questa importante evento.

Centinaia di persone in fila sotto l'acqua per questa importante occasione.
Centinaia di persone in fila sotto l’acqua per questa importante occasione.

Perché la riapertura di Sandri, come è stato detto in conferenza stampa: “rappresenta la salvaguardia di un bene culturale, non tanto per gli affreschi racchiusi al suo interno o per i suoi banconi ancora più antichi, ma perché da sempre è una istituzione della città.”

Così corso Vannucci ieri si è vestito a festa, ha indossato qualcosa di rosso (come il colore delle giacche dei camerieri, che con fatica si aggiravano con i loro vassoi di leccornie in mano, in mezzo alla folla accalcata) e con un sottofondo di musica dal vivo, ha celebrato il ritorno alla luce di questo magnifico gioiello.

La folla all'interno del bar e i camerieri in giacca rossa
La folla all’interno del bar e i camerieri in giacca rossa

 

A prendere in mano le redini della Pasticceria, insieme alla storica titolare Carla Schucani, il giovane imprenditore Francesco Ferretti, proprietario dell’omonimo caseificio, che ha promesso di mantenere la qualità che da sempre ha contraddistinto questo luogo, frequentato da personaggi di prestigio fin da lontano 1860.

E allora complimenti! Non resta che dire: In bocca al lupo!

 

 

 

La cultura “si mangia”!

Il Palco di Eataly Smeraldo
Eataly vista dai ristoranti interni. La struttura dell’ex teatro lascia il visitatore affascinato dalla bellezza del luogo.

Lo scorso 18 Marzo, a Milano, ha inaugurato una nuova sede di Eataly, l’ormai famosa catena alimentare di punti vendita,  specializzati in generi alimentari di altissima qualità, ideata e creata da Oscar Farinetti. Il nome di questa nuova “creatura” è Smeraldo, poiché il luogo in cui il supermercato di lusso ha trovato posto, è proprio l’ex Teatro Smeraldo.

Sul palco, il pianoforte, a rievocare un passato che rimane anche se il teatro non c'è più
Sul palco, il pianoforte, a rievocare un passato che rimane anche se il teatro non c’è più

Come già accaduto a Firenze, dove il nuovo punto vendita ha sostituito la storica libreria Martelli, assistiamo ad una progressiva chiusura dei luoghi di cultura per far posto a quelli in cui si mangia.

Ma non dobbiamo dimenticare che il cibo stesso è cultura, e che anzi, proprio Eataly ci aiuta a ritrovare quelle radici enogastronomiche, quel contatto coi piccoli e grandi produttori di generi alimentari, che negli ultimi anni erano andati persi.

C’è ancora troppa poca attenzione per ciò che mangiamo, troppa poca educazione alimentare, pochissima abitudine a leggere le etichette e capire di cosa sono composti i cibi che inseriamo nel nostro organismo. La crisi non aiuta, è vero. Troppo spesso un prodotto “in offerta” è molto più allettante di un altro a prezzo pieno. E chi se ne frega di cosa contiene, l’importante è risparmiare!

Invece dovremmo cominciare – o continuare a farlo, per chi già sia abituato – a fare più attenzione a ciò che mettiamo nei nostri piatti, e in quelli dei nostri figli. Capire che quei pochi euro che spendiamo in più, ripagano il lavoro di un produttore serio che cerca di immettere nel mercato materie prime incontaminate, invece che riempire bottiglie e barattoli di schifezze a basso prezzo (e alta dannosità per il nostro l’organismo!).

Quindi un “Grazie” ad Eataly e ad Oscar Farinetti per ciò che ha fatto e sta facendo per il nostro bellissimo Paese!